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Martedì, 03 Novembre 2015 00:00

EDUCARE NELL’EPOCA DI FACEBOOK: UN COMPITO, UNA SFIDA

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Provvediamo a trasmettere il programma del corso  per insegnanti, educatori e genitori dal titolo: “EDUCARE NELL’EPOCA DI FACEBOOK: UN COMPITO, UNA SFIDA”, cui la FISM di Pordenone ha dato il patrocinio, con invito di diffusione alle famiglie dei bambini frequentanti le nostre scuole.

Brochure

Emergenza educativa: una sfida

Nel difficile contesto odierno, genitori, insegnanti ed educatori sperimentano quanto sia sempre più complesso e problematico educare l’affettività dei ragazzi, fronteggiando la minaccia di modelli mass mediali e di strumenti informatici sempre più invasivi e in grado di condizionare la vita e l’immaginario di bambini e adolescenti. In particolare, di fronte al dilagare nella scuola e nella società di subdole forme di discriminazione e violenza, il presente Corso, pensato da genitori e insegnanti, si prefigge di dimostrare come oggi sia più che mai necessario educare ad una affettività equilibrata, nella serena integrazione di spirito e corpo. Si perverrà così ad affermare la pari dignità di ogni persona  nella  diversità  che  la  contraddistingue, compresa  la  differente  declinazione  sessuale.
Nell’odierna “emergenza educativa” tale impegno rappresenta una sfida imprescindibile e avvincente:  un’impresa  da  adulti  consapevoli  che  il  loro compito è non solo quello di trasmettere la vita, ma anche quello di prospettare delle ipotesi di senso, capaci di orientarla verso un compimento.


 Lunedì 16 Novembre 2015 - ore 16.45 - 19.15

La dimensione biologica e psicologica del maschile e del femminile

Dott. Marco Scarmagnani
Giornalista, Pedagogista e Consulente familiare

In un clima culturale di evaporazione e destrutturazione della fertile dialettica tra i due sessi, è quanto mai urgente e stimolante restituire agli educatori la consapevolezza della ricchezza insita nella differenza. Il relatore si propone di dimostrarlo grazie ai linguaggi di mondi diversi (la scienza, il cinema, la narrazione), fornendo spunti che potranno essere fatti propri e saranno di stimolo per nuovi percorsi didattici. Si potrà così orientare i giovani verso un rapporto equilibrato, che sappia coniugare secondamente novità e abitudine, passione e responsabilità, creatività e ragione, nella felice convergenza del contributo femminile e maschile. Senza censurarne le specificità, ma conoscendole per valorizzarle.

 


Lunedì 30 Novembre 2015 - ore 16.45 - 19.15

Le relazioni nel tempo dei rapporti “fluidi”: dal “ti amo per sempre” al “love is love”

Dott. Tommaso Scandroglio
Docente di etica e bioetica presso l‘Università Europea di Roma

La dimensione affettiva di adolescenti e giovani soffre di alcune  patologie:  utilitarismo,  edonismo  ed  emotivismo.
L’utilitarismo: l’altro è in funzione di me. Quando si dice “Ti voglio bene” spesso in realtà si sta dicendo: “Quanto è bello essere voluti bene da te”. L’edonismo: l’altro è il piacere che mi dà e deve essere solo la fonte del mio benessere.
L’emotivismo: l’amore si è scolorito nelle sole emozioni, il sentimento ha stretto all’angolo la ragione.
Come proporre una stabilità affettiva, in un tempo in cui i rapporti sono sempre più precari? Cosa può permettere la durata del sentimento in un contesto caratterizzato da rapporti “mordi e fuggi” e da relazioni virtuali?

 


 Lunedì 14 Dicembre 2015 - ore 15.45 - 18.15

L’educazione e il “genere”. La sfida educativa in un’epoca di legami fragili e di incertezza antropologica

Dott. Giuseppe Mari
Docente di Pedagogia generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Di fronte alla necessità di combattere le discriminazioni, si sta profilando un approccio di “genere” che si propone di risolvere il problema eliminando le differenze. Si arriva così al paradosso di una identità  liquida, costruita anche attraverso un linguaggio che non corrisponde alla realtà. L’intervento, dopo aver tematizzato l’approccio “gender”, intende identificarne le motivazioni, per raccoglierle e orientarle nel senso della messa a fuoco delle identità maschile e femminile. Si tratta del rilancio di un’antropologia che valorizza la differenza in chiave affettiva e comunicativa.

 

 

 

Letto 1090 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Dicembre 2015 09:30
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